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cuore e cervello 13 Mag 2020

13 Mag

BY: Anna

Novità

Cuore e Cervello… si prendono per mano!

In tutte le culture, il cuore rappresenta il centro dell’affettività.
C’è una relazione particolare tra il cuore e la psiche: un regalo fatto di cuore, il cuore fa salti di gioia, mi hai spezzato il cuore…tante sono le metafore utilizzate quotidianamente che ci metto in luce lo stretto legame tra la vita emotiva e il nostro corpo.

Da qualche decennio anche la medicina si occupa di più dell’importanza dei fattori psichici, con una disciplina medica ancora relativamente recente chiamata psicocardiologia.
Così come le malattie del cuore (infarto) provocano spesso disturbi di tipo ansioso e depressioni, che a loro volta gravano sulla futura salute dei soggetti colpiti così possiamo comprendere come una prolungata sollecitazione psichica sia un importante fattore di rischio di malattie cardiovascolari come il tabacco, livelli alti di colesterolo o l’ipertensione arteriosa.

Nove infarti cardiaci su dieci sono dovuti al nostro stile di vita.
Lo stress psicosociale, è un fattore di rischio molto importante assieme al fumo ancor prima dell’ipertensione arteriosa, del diabete e del sovrappeso.

Lo stress psicosociale comprende:
le paure (per esempio paura di perdere il posto di lavoro o di una malattia) le depressioni, le tensioni eccessive nella vita privata, stress cronico sul posto di lavoro o nell’ambito privato (per esempio mancato riconoscimento e poca libertà di decisione), le preoccupazioni finanziarie croniche.

A seconda della nostra predisposizione, della nostra personalità, percepiamo queste sollecitazioni in modo diverso. Perciò alcune persone hanno più probabilità di altre di subire un infarto cardiaco in relazione con lo stress psicosociale.
Non solo la risposta a questi fattori varia da persona a persona, come più volte detto, ma è la personalità stessa ad influenzare l’incidenza e la reazione alla patologia.

Intelletto e affetti, vita cognitiva e vita emotiva, esigenze psichiche e bisogni fisici rappresentano i tanti “poli” che parlano tra loro.
Se questo dialogo si interrompe ecco che il corpo, attraverso la malattia, comunica e parla all’io, pur dolorosamente, e lo invita ad una presa di coscienza.

La malattia non è altro che uno svegliarino che ci avverte che qualche regola non è stata osservata.
Prendiamoci a cuore il nostro equilibrio psico-somatico e diamo maggior ascolto al nostro corpo che “parla”.

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